Giselle di Adolphe-Charles Adam
giovedì 21 ottobre venerdì 22 ottobre sabato23 ottobre Roberto Bolle in “Giselle” di Mats Ek. Fotografia: Luciano Romano.
Giselle. Balletto in due atti. Libretto di Théophile Gautier da “De L’Allemagne” di Heinrich Heine, musica di Adolphe-Charles Adam. Prima rappresentazione: Opéra National de Paris, 28 giugno 1841.
La storia di Giselle, tratta da Théophile Gautier dal romanzo “De l’Allemagne” di Heinrique Heine divenuta balletto romantico esemplare attraverso la musica di Adolphe-Charles Adam, racconta di una innocente contadina che vive un amore impossibile per il principe Albrecht conosciuto dalla fanciulla sotto le mentite spoglie di un popolano. Scoperta la verità, nell’impossibilità di realizzazione di tale passione, Giselle impazzisce, morendo per il dolore. Il secondo atto vede quali protagoniste, le villi, nella mitologia nordica le fanciulle morte prima del matrimonio, tra cui Giselle stessa che salva la vita al suo amato neutralizzando l’intezione delle sue compagne morte di far danzare il principe fino allo sfinimento e alla morte, conducendolo al momento dell’alba, in cui le villi sono costrette a svanire. Il coreografo-regista svedese Mats Ek, nel 1982, ne dà una moderna versione, non facendo morire la protagonista, ma ambientando il balletto in uno squallido manicomio in cui Giselle consuma il dolore per il suo amore sfortunato verso il ricco borghese Albrecht, nella negazione di qualsiasi aspirazione alla vita, alla maternità, alla salvezza. Questi si immedesima all’estremo nel dolore della fanciulla finendo per perdere ogni ricchezza, ma un messaggio di pietà arriva dal suo antagonista Hilarion che anziché ucciderlo gli dimostra compassione. In tal modo Mats Ek esprime una visione di solidarietà contrapponendo agli egoismi e alla superficialità della borghesia la buona disposizione d’animo degli umili.
Presentazione dello spettacolo Ripreso da Pompea Santoro e Veli-Pekka Peltokallio, lo straordinario balletto, creato nel 1982 dal regista e coreografo svedese, definito "rivoluzionario" al suo apparire, è nel tempo divenuto uno dei più celebri "remake" del repertorio classico. Come avviene nel tradizionale modello ottocentesco, anche qui si consuma, in punta di piedi, la struggente storia di Giselle, interpretata dalla Prima Ballerina del San Carlo Alessandra Veronetti, e del suo drammatico amore. Mats Ek la ambienta, però, in un manicomio, dove rinchiude la protagonista sconvolta per amore, e dove impone allo sventato Albrecht, “non più principe - dichiara il regista - ma solo un nobile ricco attratto da una ragazza strana, capace di fargli provare emozioni nuove”, un’iniziatica e penitenziale nudità.