Musiche di Vincenzo Bellini
I Puritani Musiche di Vincenzo Bellini
Melodramma serio in tre parti. Libretto di Carlo Pepoli dal dramma storico "Têtes rondes et Cavaliers? di J.A.F.Ancelot e P.S. Xavier. Prima rapprentazione: Parigi, Théâtre Italien, 24 gennaio 1835.
Illustrazione: Rafal Olbinski
I Puritani è l?ultima opera di Bellini, scritta per il Théâtre Italien a Parigi, dove andò in scena il 24 gennaio 1835. Pochi mesi dopo morì. Fu proprio in una lettera a Carlo Pepoli, librettista dell?opera, che il musicista stilò la sua poetica romantica nella celebre affermazione: ?Il dramma per musica deve far piangere, inorridire, morire cantando?. Grazie all?umiltà di Pepoli che, esule in Francia, collaborava per la prima volta con Bellini, conclusosi ormai il sodalizio di quest?ultimo con Felice Romani librettista di tutte le restanti sue opere, il libretto de I Puritani, sebbene non pregiato e levigato o omogeneo come quelli del classicista Romani, risultò uno dei migliori del Romanticismo per la ricchezza delle situazioni ?altamente patetiche? in cui i personaggi appaiono innocenti e soprattutto dominati da un destino avverso contro il quale è tuttavia possibile opporre nell?ideale belliniano il valore della solidarietà umana nel dolore. Il soggetto, tratto dal dramma storico Têtes rondes et Cavaliers di J.A.F.Ancelot e P.S. Xavier, a sua volta ricavato dal romanzo di Walter Scott Old morality ( tradotto in italiano con il titolo I puritani di Scozia), ambientato al tempo della storia inglese delle lotte intestine tra i puritani di Cromwell e i partigiani degli Stuart, presentava tutte quelle caratteristiche in voga nel periodo, che attirarono Bellini desideroso di creare una svolta nella sua produzione: l?ambientazione storica, l?intrigo, l?amore appassionato, l?eroismo patriottico, la follia. La vicenda è quella di Elvira figlia del governatore lord Gualtiero Valton, che amata da Riccardo non da lei corrisposto, è invece innamorata di Arturo Talbot, un seguace degli Stuart, cui è destinata ad andare in sposa. Ma un intrigo politico e la presenza in incognita a corte della regina Enrichetta di Francia, vedova di Carlo I che Arturo sente il dovere di portare in salvo, ritardano le nozze. Una volta saputo della fuga di Arturo, Elvira esce di senno. Intanto il suo amato è condannato a morte dal parlamento, ma Giorgio, fratello di lord Valton, chiede a Riccardo di intercedere a favore del rivale. Riccardo accetta, di fronte all?evidenza di procurare altrimenti la distruzione della donna amata. La tragedia è sventata infine attraverso un colpo di scena, l?amnistia proclamata da Cromwell nei confronti dei seguaci degli Stuart sconfitti, che porterà al ricongiungimento degli amanti. L?adesione in tale opera da parte di Bellini a molti elementi e tratti stilistici tipici del grand opéra francese, come l?elemento spettacolare, la ricercatezza dell?armonia, la cura dell?orchestrazione con finalità espressive, non impedisce alla melodia, valore principe della drammaturgia belliniana, di eccellere nel lirismo di brani come ?A te, o cara, amor talora? di Arturo, nell?ampio respiro di ?Credeasi, misera? nel concertato della terza parte o nella geniale frammentarietà della linea vocale in ?Qui la voce sua soave? che esprime il delirio mentale della protagonista.
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