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25/09/2010

Galà per Carlo Broschi

Supereva, 25.09.2010

Critica di Musica Classica
di Marco del Vaglio

Galà per Carlo Broschi

Domani sera il controtenore Matthias Rexroth evocherà la voce regina del celebre castrato “Farinelli” sostenuto dall’Orchestra Filarmonica Salernitana “G.Verdi” diretta da Ariel Zuckermann

Mancava nel cartellone del teatro Verdi, massimo di una città quale è Salerno, che vanta un Festival Barocco internazionale giunto, oramai, alla XXIII edizione, un evento dedicato a questo particolare e amato genere musicale.

Domani, 26 settembre 2010, alle ore 18,30, in questa particolare domenica musicale alla quale l’intera cittadinanza è invitata a partecipare, il sipario del teatro Verdi si solleverà sul controtenore Matthias Rexroth, il quale sarà sostenuto, in un programma che spazierà da Haendel a Bach, passando per Vivaldi e Gluck, dall’ orchestra Filarmonica Salernitana “G.Verdi”, diretta da Ariel Zuckermann, per poi proseguire alle 21, con la replica del “Romèo et Juliette” di Charles Gounod.

“Il Farinelli mi ha sorpreso di tal maniera che mi sono accorto non aver prima inteso se non una particella del canto umano, ed ora lusingarmi sentirne il tutto”.
E’ racchiuso in questa frase di un cronista del tempo il sortilegio di una voce e di una personalità che ha segnato un secolo il XVIII, regno incontrastato dei castrati.

E’ proprio da quest’epoca, oggi definita “barocca”, che ha potuto sorgere questa sfida alla ragione, questo desiderio di anteporre lo sfavillio e la sensualità di una voce “fuori norma” , ad ogni considerazione d’ordine morale.

Il programma, che ci porrà sulle tracce della voce di Farinelli, sugli incantesimi della sua inquietante voce e i prodigi della sua tecnica, principierà con l’Ouverture dall’opera “Rinaldo”, prima opera londinese di Georg Friedrich Haendel, che andò in scena il 27 febbraio 1711.

L’orchestra è qui trattata con molta maestria e le innovazioni, per quel tempo, riguardavano soprattutto il fantasioso uso degli ottoni e, in questa pagina, il rilievo offerto al penetrante suono dell’oboe.

Il controtenore darà voce al protagonista, Rinaldo, con l’aria del II atto “Cara sposa”, che segna l’innamoramento del guerriero per Almirena.
Seguirà “Privarmi ancora – Rompo il Lacci”, l’aria di Guido, da “Flavio, re dei Longobardi”, che nel 1723 inaugura il ciclo longobardo di Haendel.

Si tratta di un’opera mediocre in cui il compositore tenta di imitare lo stile leggero del suo rivale Bononcini, che non impegnava troppo la sensibilità musicale del pubblico. L’omaggio ad Handel si chiuderà con l’ “Arrival of the Queen of Sheba” l’ animata sinfonia del III atto dell’oratorio “Solomon”, dall’iridescente splendore, solidità e ampiezza, che supera largamente il colore.

Si procederà con “Se quel dolor che sento” di Johann Christian Bach composto nel 1770 per una nuova versione dell’ “Orfeo ed Euridice” di Gluck, che era stata affidata ad un altro celebre castrato dell’epoca, il Senesino, rappresentante del genere espressivo e spianato, prima di passare di nuovo il testimone agli strumentisti della Filarmonica che apriranno un portrait del Prete Rosso con la Sonata in re minore “La Follia” F.XIII n. 28 per due violini e basso continuo con il suo tema e variazioni sul sfruttatissimo tema spagnolo, una danza simile alla Sarabanda che già fin dal secolo XVI godeva di grande favore nei repertori liutistici e cembalistici e che intorno al 1700 era stata rinnovata e ripresa da diversi compositori.

La sonata è caratterizzata dall’intenso rapporto tematico fra le due voci e da quel discorso tendente a farsi via via più serrato, segno inconfondibile del genio veneziano.

Matthias Rexroth vestirà, questa volta i panni di Orlando, per “Che d’ira generosa – Sorge l’irato nembo” dall’ “Orlando furioso” di Vivaldi, in cui l’interprete è impegnato in funambolici passaggi di coloratura tipici, sia dello stile vocale vivaldiano, che della tendenza del primo Settecento, ad una vocalità protesa verso le vette del più estremo virtuosismo.

Finale dedicato ad “Addio, miei sospiri”, una libera interpretazione dell’aria di Amenaide “So che dal ciel discende” dal “Tancredi” di Ferdinando Bertoni, che Gluck inserì alla fine del I atto della versione revisionata dell’ “Orfeo”, una tradizione che è giunta fino a noi, con l’esempio di Marylin Horne.

Dopo il galà barocco, alle ore 21, il pubblico potrà assistere alla replica del “Romèo et Juliette” di Charles Gounod, per la regia di Riccardo Canessa, con Daniel Oren alla testa dell’orchestra Filarmonica Salernitana “G.Verdi” con Jessica Pratt nella parte di Juliett, Saimir Pirgu, in quella dello sfortunato amante e un superbo Markus Werba che darà voce al compagno di Romeo, Mercutio.

Olga Chieffi

Supereva, 25.09.2010 http://guide.supereva.it

 


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