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18/05/2010

L'intervista. "Ho tanta fifa, questo è il mio vero banco di prova"

Il Mattino, 18/05/2010

È la prima conferenza stampa importante di una carriera agli esordi che si preannuncia già brillante. Matteo Macchioni è in anticipo, si aggira timidamente per i corridoi di palazzo di città, si stupisce dell’assalto di giornalisti e fotografi che, per lui, dimenticano personaggi ben più autorevoli come Michele Mirabella e Daniel Oren. Sorride dolcemente ai curiosi, non si sottrae al fuoco di domande, rilascia autografi, con la sua faccia da bravo ragazzo conquista tutti. Già. Basta guardarlo per capire che sicuramente è il suo aspetto “pulito” ad avergli aperto, ad appena ventisei anni, la chiave del successo ed il cuore dei teenagers che oggi batte forte per il “tenorino” di «Amici». Dal talent-show di Maria De Filippi alle scene, per di più in un ruolo da protagonista come questo di Nemorino... Un grande salto, sì, e la fifa si fa sentire. È un onore il fatto che il maestro Oren mi abbia scelto, ma avverto in pieno tutta la responsabilità di questo momento. Sono un esordiente, è la prima volta che calco un palcoscenico rinomato come il Verdi per i nomi eccellenti del belcanto che ospita. Non posso negare che ho paura, ma ce la metterò tutta per dare la migliore performance possibile e non deludere quanti credono nelle mie possibilità. So che non basta la voce, ma che ci vuole lo studio e per questo motivo sono in questa bella città da qualche giorno, seguendo le prove e gli insegnamenti del maestro Mirabella e del tenore Celso Albelo che mi precede nelle rappresentazioni dell’Elisir d’Amore». Una sfida che parte da lontano. Nasco come pianista, ho iniziato a studiare seriamente il canto solo nel 2007 e, malgrado gli immediati riconoscimenti, sono stato il più giovane tenore a giungere alle semifinali del “Pavarotti international”, ritengo che il mio percorso artistico sia ancora tutto da compiere. “Amici” non è stato assolutamente una scorciatoia, anzi...». Come è approdato alla trasmissione cult di Mediaset? Mio padre ha letto su internet che le selezioni si aprivano anche alla lirica e mi ha iscritto. Sono stato preso con il duro compito di essere il solo ad affrontare questa specialità. Non sapevamo come il pubblico avrebbe gradito la novità della lirica, da parte mia mi sono sentito motivato ed ho dato il meglio di me per restare dentro. Ed è stato premiato con il quarto posto ed un disco in uscita con la Sugar di Caterina Caselli che vede in lei il novello Bocelli. Uscirà dopo l’estate, ma ci sto lavorando molto. Ci sarà un po’ di tutto, dal pop alla lirica, e molti brani inediti con collaborazioni d’autore. Anche l’incontro con la Caselli è stato casuale: siamo entrambi di Sassuolo, ma l’ho conosciuta solo al termine di “Amici”.

Salerno, 18/05/2010
Il Mattino - edizione Salerno pag. 36 (www.ilmattino.it)

 


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